Interculturalità nell’organizzazione: non c’è nulla di cui avere paura

Esattamente un anno fa è iniziata una nuova avventura: è stata creata una nuova società che, come controllante, ha aggregato due importanti enti di formazione veneti.
E’ stato creato un modello organizzativo che consentisse il funzionamento delle due realtà, che ad oggi hanno ancora sedi diverse, ed è iniziato un lavoro molto impegnativo ma stimolante di cross fertilization su più fronti. La prima cosa di cui mi sono accorta (non è però stata una sorpresa perché le due strutture già collaboravano) è quanto la cultura aziendale condizioni l’organizzazione, il suo funzionamento ed i suoi risultati.

Le persone sono quindi al centro e con loro si deve creare una nuova cultura che non può non passare dalla presa di coscienza di chi siamo, quali sono i valori che ci hanno guidato fin qui e, solo dopo questa analisi, passare alla creazione di una nuova identità con nuovi valori condivisi.

In questi anni si parla molto, e noi ce ne occupiamo, di interculturalità ma si tende a proiettarla sulla dimensione dell’internazionalizzazione.
In realtà anche tra Vicenza e Padova, perché qui siamo, ci sono differenze, e comunque esistono differenze tra due organizzazioni che sono cresciute in modo diverso.

All’inizio di questa nuova avventura non tutti erano d’accordo che ne parlassi apertamente ma questo è stato il primo intervento formativo rivolto alle prime linee, proprio perché era necessario far confrontare le persone, dare loro la possibilità di annusarsi, di lasciare issare le vecchie bandiere portate con orgoglio, per raccontarsi e, dopo aver fatto sfoggio delle proprie piume, iniziare a guardare dove invece ci assomigliamo …e ci assomigliamo più di quanto si creda.
Ma la mente e l’abitudine giocano strani scherzi e le persone vanno rassicurate e guidate perché non c’è nulla di cui avere paura. Essere diversi è un valore perché insieme diventiamo migliori, a patto che capiamo bene cosa è da buttare e cosa è da tenere… Buon lavoro a tutti i colleghi!

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2 pensieri su “Interculturalità nell’organizzazione: non c’è nulla di cui avere paura

  1. Comincerei riprendendo una parte di quanto scritto dalla “mente laboriosa”: ci assomigliamo più di quanto si creda. Infatti è quello che credo sia l’unico vero principio che debba accomunare due realtà che cominciano un’avventura insieme. Il termine interculturalità mi spaventa perchè delinea due mondi diversi, due realtà che devono imparare a conoscersi, Quando due realtà si aggregano devono essere già in partenza una cosa sola, E concordo che non bisogna aver paura; il linguaggio è lo stesso, i tecnicismi anche e soprattutto si proviene dallo stesso mondo: la gestione della formazione.
    Poi, come in ogni famiglia che si rispetta, si guarda un modello, il Modello e si migliora….

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    • Hai ragione, siamo una cosa unica. Quando si inizia però ci percepiamo diversi e da questa percezione dobbiamo partire per prendere consapevolezza che in realtà non c’è niente di strano. Detto ciò, pronti partenza e via: si va oltre e si costruisce insieme il futuro.

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