Il naso di Pinocchio esiste davvero?

Le bugie sono diffuse nelle organizzazioni? Anche lì esistono le bugie bianche? Direi proprio di sì.

Raccontare le bugie è uno sport abbastanza diffuso, ma lo è di più raccontare le mezze verità e, comunque la si voglia mettere, non va bene lo stesso. Personalmente penso che raccontare le bugie non paghi e sia anche faticoso perché ricordarsele tutte è un lavoro titanico e prima o poi vieni scoperto.

Ma, aldilà degli aspetti etici, è il comportamento in ambito organizzativo che va indagato. La bugia non solo disorienta, ma è anche dannosa alla comunicazione e alla collaborazione. Non ci si fida di chi dice le bugie, anche se in prima battuta il bugiardo può ottenere approvazione,  e quindi non si può costruire alcunché.

La pratica consolidata della bugia crea un clima di sospetto che impedisce alle persone di crescere.

Ebbene sì, parlo proprio di crescere perché la bugia porta con se un tratto infantile: il bambino che racconta le bugie mette alla prova i genitori che a volte gli credono, così inizia a sentirsi più autonomo e innesca un processo di crescita.

Tuttavia, chi continua ad essere un bugiardo seriale probabilmente non è cresciuto e la bugia diventa un modo per costruirsi un identità artificiale e quindi falsa e “chi mente a se stesso e presta ascolto alle proprie menzogne, arriva al punto di non distinguere più la verità, né in se stesso, né intorno a sé” (Fedor Dostoevskij – I fratelli Karamazov).

Osservo i comportamenti delle persone intorno a me: durante le riunioni o semplicemente alla macchinetta del caffè, è evidente come le relazioni siano condizionate negativamente  dall’ambiguità di qualcuno. Peccato! Quante occasioni sprecate nel voler portare a casa un consenso a breve che però non ha consistenza…

Esistono poi le bugie dette a fin di bene. Anche in questo caso, però, credo ci si dovrebbe assumere la responsabilità di dire le cose vere, facendo attenzione al modo in cui ci si esprime.

Credo che le persone meritino sincerità e correttezza, anche se a volte può far male, e credo che sia più difficile essere sinceri con sensibilità che raccontare bugie se pur a fin di bene.

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