La certificazione qualità e l’organizzazione

 

La certificazione qualità per molti anni e per molte aziende è stata una condizione necessaria per essere sul mercato. Una società che si occupa di formazione come quella in cui lavoro ha necessità di avere molti accreditamenti e certificazioni e la qualità è una di queste.

Ho sempre pensato che la certificazione qualità avesse valore come momento di sintesi e miglioramento di processi aziendali in continua evoluzione.

Tutti sanno che per molti anni anni la certificazione qualità è stata considerata poco più di un “bollino blu” – questo era il termine usato più di frequente – e molte aziende venivano letteralmente bloccate dal responsabile qualità in occasione delle verifiche dell’ente certificatore. Responsabile qualità che finalmente aveva la sua unica o forse seconda occasione in un anno per farsi ascoltare, direi anche usando un certo sadismo, da colleghi che normalmente pensavano a tutt’altro. Tutto ciò accadeva, ma credo che accada ancora, perchè le aziende non avevano chiaro che il focus sulla conoscenza, sulla chiarezza e sul miglioramento dei processi doveva e deve far parte del dna dell’organizzazione, semplicemente perchè così si lavora bene: la qualità e la sua certificazione a quel punto diventano una logica conseguenza. D’altra parte ho visto tanti responsabili della qualità che, si direbbe in gergo, non avevano alba di cosa fosse un processo e, ancora, ho visto aziende che sceglievano di mettere nella qualità persone “in dismissione”.

E’chiaro che a queste condizioni non si tira fuori tanto oltre ad un certificato di accreditamento…

Da persona di organizzazione, penso che non abbia senso inseguire certificazioni e accreditamenti se, nei fatti, non si è in grado di agire quotidianamente in coerenza con quelle regole che accettiamo formalmente in talune occasioni. Penso però che, anche se la nostra organizzazione è virtuosa, possa essere sempre utile avere qualcosa e qualcuno che ci misuri perchè è lo stimolo per non abbassare la guardia.

Sono contenta quando il valutatore, nel restituirci il feedback del suo lavoro, mette in evidenza tutti gli strumenti e le nuove metodologie di lavoro che ha trovato a distanza di un anno ed esprima la sua  soddisfazione nel vedere tanti cantieri (kaizen) di lavoro attivi.

Non ci possono essere questi risultati senza un’organizzazione orientata al miglioramento ma anche  senza il coinvolgimento attivo, quotidiano delle persone.

La domanda finale è: la certificazione qualità è necessaria? La mia risposta è: no MA l’organizzazione deve darsi metodi, strumenti e misure. …e allora se ce li ha tanto vale avere anche la certificazione di qualità.

 

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