Guardare avanti con un occhio al passato

La capacità di cambiare e innovare è il fondamento per la certezza del futuro, di un buon futuro. Qualsiasi vita si abbia, qualsiasi luogo si abiti e qualsiasi lavoro si faccia il binomio cambiamento-innovazione è il mantra che ci deve guidare.

Nel mio lavoro vale per la gestione dell’azienda e dei collaboratori e vale per i servizi/prodotti che offriamo. Ma… attenzione! le due cose non sono così scollegate.

La capacità di guardare avanti e inventarsi cose nuove è infatti strettamente legata allo spirito che anima l’organizzazione, nelle persone che la compongono e nei processi che la sostengono. Come è possibile proporre cose innovative se non si è curiosi? Come è possibile utilizzare nuove metodologie, ad esempio legate alla digitalizzazione, se l’azienda non è digitale? Come è possibile adottare nuove metodologie didattiche se le persone ed i luoghi in cui si fa formazione non evolvono coerentemente?

Ma… attenzione ancora. Se guardare avanti è fondamentale per garantirsi il futuro, non ci si deve mai dimenticare quali sono le nostre radici, quali sono le best practice che ci contraddistinguono e quali sono i prodotti/servizi di successo, anche se tradizionali, cui non dobbiamo rinunciare.

E’ un confine labile quello che esiste fra solidità del conosciuto e certo, che si traduce oggettivamente in ottime performance, ed il suo rischio di obsolescenza se non si innova. Mi spiego meglio: è importante cercare nuove metodologie didattiche ma non sempre è possibile applicarle a tutta la formazione. Ad esempio la metodologia esperienziale funziona benissimo per lo sviluppo organizzativo, è un po’ più difficile applicarla alla contabilità. Oppure la FAD è molto adatta per contenuti tecnici, un po’ meno per quelli comportamentali. Questo significa che si deve cercare di spingere al massimo per varcare i confini del conosciuto e sperimentare, facendo attenzione però a non buttare quello che funziona bene anche se old fashion.

Il segreto è capire quali sono le innovazioni tecniche e metodologiche (organizzative e progettuali) da cercare in ragione dei contenuti, degli obiettivi, del tempo e dei soldi a disposizione.

E quindi introduciamo altri elementi di riflessione: cosa produrre, per chi, in quali modalità e a quali prezzi perché tutto ciò ha a che vedere con la sostenibilità produttiva, di marketing e dunque economica del progetto.

 

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